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Mastergreen

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L'umanità al centro della salvezza del pianeta.
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Più di due miliardi e mezzo di clienti nel mondo; 35 milioni di imprese servite; un progetto di inclusione finanziaria per un miliardo di persone; un piano di riforestazione che prevede di piantare 100 milioni di alberi e un Global Sostenibility Innovation Lab in Svezia che punta a innovare i processi. una multinazionale che ha fatto dell’inclusione finanziaria e della sostenibilità sociale, economica e ambientale A guidare la strategia sostenibile del colosso finanziario americano c’è un italiano: Nicola Villa, Executive Vice President, Strategic Growth Global Lead, Government Center of Excellence un passato in Cisco e IBM.  Non è un cervello in fuga ma un presidio strategico sull’impresa globale che gratifica la reputazione manageriale nel mondo.

“Lavoriamo da molto sul concetto di inclusione finanziaria come motore di uno sviluppo economico piu’ sostenibile, con numeri importanti che sono funzionali ad una azione collettiva senza pari da parte sia nostra, sia del nostro ecosistema di partners e consumatori. Solo negli ultimi 5 anni siamo riusciti a includere finanziariamente mezzo miliardo di persone e di imprese in giro per il mondo, e l’anno scorso abbiamo creato un nuovo commitment per includere un ulteriore mezzo miliardo nell’economia reale, tra cui 35 milioni di piccole imprese. Ora stiamo applicando lo stesso approccio sui temi legati alla sostenibilita’ ambientale. Con molte aziende del nostro sistema abbiamo lanciato un programma che si chiama Priceless Planet Coalition, con l’obiettivo di mobilitare una parte sempre piu’ ampia di quei due miliardi e mezzo di consumatori che serviamo, in funzione di un obiettivo concreto: contribuire alla riforestazione piantando 100 milioni di alberi! La coalizione si avvale per questo del prezioso supporto di partner scientifici come Conservation International e World Resources Institute, oltre al Comitato Consultivo, che selezionano rigorosi standard scientifici per identificare le località più adatte in cui piantare gli alberi e per monitorare i nostri sforzi. Una grande sfida per noi: come guidare il cambiamento spostando il raggio di azione dall’intelligenza collettiva a milioni di azioni individuali”.

I processi di sostenibilità hanno tante angolature di visuale: istituzionale, industriale, culturale ma è certamente dal mercato, quindi dal consumo, che trova le motivazioni e le risorse per passare dalle parole ai fatti. Ed ecco il carbon calculator made in Svezia… 

“Abbiamo investito in una partnership con un’azienda Fintech in Svezia che si chiama Doconomy che ha creato uno strumento, il Mastercard Carbon Calculator un sistema che aiuta il consumatore a capire quelle che sono le conseguenze delle decisioni sul proprio stile di vita, compresa la propria spesa, sulle emissioni di biossido di carbonio, tutto attraverso una semplice App. L’idea non è quella non di far spendere meno, ma di aiutare a spendere meglio per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente. Da qui nasce poi l’idea di aprire il nostro Global Innovation Lab sulla sostenibilità proprio a Stoccolma, mobilitando una serie di organizzazioni sia pubbliche che private per creare nuove soluzioni. Una delle quali, tra l’altro, riguarda l’applicazione delle nostre tecnologie blockchain per trasformare intere catene del valore, sia di prodotti agricoli che industriali, rendendole più sostenibili”.

La verità è che quando si gestisce – fra virgolette ovviamente – una comunità di oltre due miliardi e mezzo di persone qualsiasi battito di ciglia diventa un uragano. C’è la piena consapevolezza in Mastercard che l’azione di responsabilità legata all’educazione globale e una scelta certo, ma anche un dovere imprescindibile? 

Mastercard è un’organizzazione che, riuscendo a mobilizzare un ampio ecosistema di partners e consumatori, è in grado di raggiungere obiettivi importanti. Ho parlato precedentemente dell’inclusione finanziaria con il programma 1 Billion Stronger, progetto proposto alle Nazioni Unite che nei prossimi quattro anni avrà mobilitato un miliardo di persone includendole nell’economia reale, con 35 milioni di piccole e medie imprese la metà delle quali tra l’altro gestite da donne. L’obiettivo qui è di contribuire collettivamente a rendere la futura crescita economica più equa ed inclusiva. Con lo stesso approccio stiamo mobilitando consumatori e imprese nel campo della sostenibilità, intervenendo innanzitutto sulle nostre emissioni che contiamo di rendere Net Zero entro il 2050. Abbiamo lanciato poi una directory mondiale su materiali sostenibili per le carte fisiche, per stimolare centinaia di banche a immettere sul mercato prodotti riciclati, riciclabili e bio degradabili.  E infine con il Sustainability & Innovation Hub di Stoccolma prevediamo di mobilitare decine di aziende private, organizzazioni del settore pubblico e OMG per sviluppare nuove soluzioni tecnologiche e modelli di collaborazione che accelerino il lancio di progetti green, su larga scala”.

La dematerializzazione finanziaria riscrive le regole del consumo e quindi dei mercati. Amazon, per esempio, ha già lanciato i primi negozi dove prendi i prodotti che ti servono ed esci senza passare dalla cassa: la scansione automatica fa il resto e l’importo relativo all’acquisto viene addebitato in tempo reale. Viene voglia di dire invisibilità finanziaria

“Innanzitutto, la pandemia ha diminuito a livello mondiale l’utilizzo del denaro contante. Stiamo poi andando verso un mondo nel quale i pagamenti diventano digitali e sempre più “contactless”. Sistemi di “tap and go” sono ora presenti anche in Italia, che tra l’altro ha una posizione di leadership in Europa, come ad esempio sulla metropolitana a Milano: quando torno a Milano, da un paio di anni non compro più i biglietti cartacei ma pago avvicinando la mia carta o il telefono al tornello. Altro elemento fondamentale sono i nuovi modelli di business legati a Open Banking e Fintech. Le Fintech in particolare sono le startup del futuro, che permettono già di snellire ed efficientare i processi di pagamenti in una miriade di settori economici. Le nuove frontiere saranno poi legate alle monete digitali, sulle quali Mastercard sta assumendo un ruolo di leadership, ed alla convergenza tra pagamenti digitali ed il mondo fisico: Qui in Olanda ad esempio oggi sono in grado di entrare in un edificio per affittare una sala riunioni, richiedendo attraverso il mio telefonino quale temperatura e il livello di luce che voglio avere; posso poi pagare solo per l’energia che ho consumato, ma il pagamento avviene separatamente e manualmente, quando ricevo la fattura dopo due settimane. E se riuscissi a fare in modo che il mio telefono paghi direttamente al sensore nel momento che questo abilita luce e l’aria condizionata, facilitando la fruizione del servizio e accelerando tra l’altro un consumo più consapevole dei prodotti e servizi che sto utilizzando?”

Entriamo nella comunità del potentissimo marchio Mastercard. Parte dalla “banale” carta di credito per diventare che cosa in termini di mercati e di competenze?

“Mastercard e un’azienda tecnologica che è cresciuta nel mondo delle carte di credito e che si è poi diversificata negli ultimi anni con soluzioni di pagamento digitale sempre più sofisticate, sviluppando intorno ad esse servizi innovativi come cyber security, la verifica delle identità digitali sulle transazioni online, la gestione di programmi di fidelizzazione del consumatore, e cosi’ via. Quindi ha allargato la propria focalizzazione dal mondo bancario a quello dei settori del piccolo commercio e della grande distribuzione, collaborando poi con i grandi digital players, estendendo infine il proprio focus sui settori del Fintech e della pubblica amministrazione. Oggi siamo un’azienda presente in 210 paesi che serve oltre due miliardi di consumatori, supporta centinaia di migliaia di imprese anche piccole e medie, si relaziona con migliaia di istituti finanziari e centinaia di enti pubblici. Siamo una multinazionale che ha fatto dell’inclusione finanziaria e della sostenibilità sociale, economica e ambientale il cuore della propria strategia” 

Chiudiamo con l’italiano Nicola Villa. Come vedi il nostro Paese, soprattutto come lo vede la comunità finanziaria internazionale, dopo due anni di pandemia ma con segnali di ripresa economica e di credibilità importanti?
Il cambiamento percepito dall’estero è evidente soprattutto nei ultimi diciotto mesi, proprio a cominciare dalla reazione inizialmente difficile, ma poi sempre più decisa alla pandemia. Molte delle attività e dei programmi messi in atto dal governo italiano sono stati presi ad esempio da molti paesi in Europa e nel mondo. Ed oggi nella fase di recovery vediamo prospettive per uno sviluppo economico sostanziale, sottolineato dalla previsione di un aumento del + 6% del Pil da parte del governo per il 2022. Dall’estero vedo anche – e soprattutto – un concetto di identità nazionale e locale rinati, con un ruolo internazionale che sta crescendo in solidità. Senza dimenticare il fatto che intanto abbiamo vinto un campionato europeo di calcio, vinto medaglie olimpiche che non avevamo mai vinto, siamo andati più forti in bicicletta e vinto a pallavolo, e cantiamo canzoni rock meravigliosamente…”.

Banksy a Parma in Mixed Reality e la Digital Humanities di Nuvolaverde

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Banksy
Banksy

Banksy come non l’avete mai visto, aumentato grazie al visore Microsoft HoloLens 2: ovvero la ‘magia’ della mixed reality di Hevolus grazie a Microsoft a Palazzo Tarasconi a Parma. Il 17 gennaio iniziativa di esordio del mentoring program Digital Humanities Design organizzato da Nuvolaverde. Sarà proprio Palazzo Tarasconi la sede ufficiale della piattaforma che ha l’obiettivo di definire figure manageriali in grado di applicare modelli innovativi nella fruizione e valorizzazione dei beni artistici e culturali italiani. Il programma è realizzato in collaborazione con il Master in Comunicazione Digitale dell’Università di Parma, con Banca Generali Private, con Hevolus e Askanews. 

L’evento mixed reality su Banksy – organizzato da Boutique Agency – sarà l’ultimo atto della mostra che chiude i battenti e nello stesso tempo segna l’apertura di un percorso di grande visione strategica. “Come Banca Generali Private  in collaborazione con Nuvolaverde e sotto l’egida del filosofo Luciano Floridi da Oxford e Alma Mater Bologna, saremo il partner capofila del mentoring program Digital Humanities Design. Crediamo che una grande Banca debba essere in prima linea nella definizione di una strategia di sviluppo del Paese – afferma Alessandro Mauri, Area Manager Banca Generali Private Emilia-Romagna, Toscana e Bassa Lombardia – e che investire nel futuro d’impresa per il patrimonio culturale sia la strada giusta anche in vista dei grandi cambiamenti che la transizione digitale sta portando in questo settore di grande rilievo strategico per il nostro futuro economico e sociale”. 

L’obiettivo del mentoring program è definire le competenze di una figura manageriale che, attraverso le tecnologie digitali, contribuisca alla fruizione e valorizzazione innovativa del nostro patrimonio. Questo processo ha il fine di generare nuove competenze (studenti, neolaureati) o rigenerarle (professionisti, manager, imprenditori, dirigenti PA) sotto l’egida scientifica di Luciano Floridi, professore di Filosofia ed Etica dell’informazione alla Oxford University e professore di Sociologia della Cultura e Comunicazione Università Bologna. Coordinamento scientifico e attività di informazione eventi e studi sono sotto la direzione del presidente di Nuvolaverde, Enzo Argante.

Digital Humanities Design è uno fra i numerosi mentoring program organizzati da Nuvolaverde (Transizione Digitale, Informazione aumentata, Green&Blu, Diversity e Inclusion) tutte legate al concetto chiave di design concettuale: È il design concettuale, non la logica formale – spiega Luciano Floridi – che si trova al cuore del pensiero. La conoscenza è design, e quella filosofica è l’ultima forma di progettazione concettuale. La filosofia non è nemmeno un’aspirina concettuale, una super-scienza o la manicure del linguaggio. Il suo metodo è il design concettuale, cioè l’arte di identificare e chiarire domande aperte e di ideare, raffinare, proporre e valutare risposte esplicative. La filosofia può essere estremamente utile poiché, intesa come progetto concettuale, forgia e perfeziona le nuove idee, teorie, prospettive e, più in generale, la struttura intellettuale applicata per comprendere e affrontare le domande che ci sfidano”.

L’attività di orientamento sulle Digital Humanities si propone di fornire strumenti funzionali all’azione promozionale (web marketing, social networking) e alla relazione digitale con visitatori e turisti (realtà virtuale e aumentata).  “La valorizzazione digitale del patrimonio culturale è funzionale a diversi punti di vista – spiega Enzo Argante che coordinerà il gruppo di studenti del Master in Comunicazione Digitale dell’università di Parma –: la digitalizzazione assicura vita eterna ai nostri beni culturali costituendo database utilizzabile sia dal punto di vista della classificazione che della ricerca; consente l’accesso anche alle opere nei ‘magazzini’ penalizzate dalla mancanza di spazi espositivi o di risorse per crearne di nuovi; all’interno della stessa struttura museale o via internet – anche grazie ai social network – è fondamentale in un ottica promozionale. La digitalizzazione, infine, potrebbe assicurare – con semplici ed economiche applicazioni aggiuntive – la tracciabilità delle opere. Il target dei mentoring program è articolato: indirizzare i giovani alle tecniche e ai linguaggi digitali, strumento indispensabile per la competitività internazionale professionale e d’impresa; indirizzare operatori e manager sulle pratiche e sui linguaggi base della conoscenza (e quindi dell’apprendimento) digitale; creare consapevolezza sulla cultura prima risorsa per il futuro economico del Paese”.

C’è poi la tecnologia digitale che è in grado di ampliare la sfera emozionale nella relazione  attraverso smartphone, tablet e occhiali smart ma soprattutto grazie agli Hololens è possibile concepire e strutturare nuovi e coinvolgenti modelli di relazione con il pubblico: “Dalle informazioni aggiuntive sulle opere – afferma Antonio Squeo, Ceo e co-founder di Hevolus – alle ricostruzioni digitali di opere e siti con inserimento di personaggi, situazioni e oggetti 3D che consentono di rivivere i contesti originali, in una lopica di Metaverso”.

Il mentoring program di Nuvolaverde potrà contare sulla ‘redazione’ del master di Parma che racconterà progetti e Iniziative che in Italia e nel mondo stanno aumentando il patrimonio artistico e culturale: “Scopo dei mentoring program è– spiega ancora Enzo Argante che coordinerà il gruppo di studenti del Master in Comunicazione Digitale dell’università di Parma – indirizzare i giovani alle tecniche e ai linguaggi digitali, strumento indispensabile per la competitività internazionale professionale e d’impresa; ma anche orientare operatori e manager sulle pratiche e sui linguaggi base della conoscenza (e quindi dell’apprendimento) digitale. In comune c’è la missione di creare consapevolezza sulla cultura prima risorsa per il futuro economico del Paese”.

Palazzo Tarasconi nel cuore del centro storico di Parma, diventa così il luogo simbolo della Digital Humanities: “Il Palazzo avrà un ruolo centrale – spiega il proprietario Corrado Galloni –  e non solo simbolicamente: la galleria che già ha ospitato la mostra di Ligabue e Banksy, sarà il luogo della ricerca e sperimentazione dei modelli di mixed reality applicati al nostro straordinario patrimonio artistico. Un laboratorio da cui nasceranno idee e progetti che, grazie alla collaborazione con le aziende protagoniste, condivideremo con tutti i centri di ricerca nel settore”.  

L’esperienza di mixed reality che segna l’esordio del mentoring program Digital Humanities Design di Nuvolaverde, è stata resa possibile dalla collaborazione con la Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma che ha organizzato l’esposizione del famoso street artist inglese a Palazzo Tarasconi:  “La reinterpretazione dell’esposizione in chiave aumentata  – afferma il presidente Augusto Agosta Tota – è la conferma che l’arte non ha limiti, non è una forma espressiva statica ma in continua evoluzione. Anche quando espressione di tempi lontani. Per questo ci onora entrare a far parte del mentoring program Digital Humanities a cui daremo il nostro contributo di visione culturale”

Fabrica Floridi, Ep. 11 – Metaverso controverso

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Viaggio nel Metaverso che c’è e in quello che ci sarà. Nuovi mondi per il business, il lavoro, la finanza, l’intrattenimento, il sociale, lo sport. Per l’informazione, la comunicazione, il marketing. Nuove figure professionali, nuove tecnologie. Che ne sarà dei nostri stili di consumo e quindi di vita? E dei nostri conti correnti virtuali? E delle nostre vite? Quanto potremo averne? E ancora: ci sarà un metaverso dark che alimenterà il lato oscuro della forza del web minacciando la nostra sicurezza cyber e non? 

La vita di oggi – ha sottolineato il filosofo Luciano Floridi – è  sempre meno online o offline e sempre più un mix che ci porta alla mia definizione di on life. Questa è l’esperienza che stiamo vivendo dal lavoro alla scuola, dal mondo dell’intrattenimento, della salute a quello della pubblica amministrazione. Avvertiamo sempre più un’integrazione che mescola i mondi: per questo forse il metaverso rappresenta una fase evolutiva nell’integrazione analogico – digitale del genere umano”.

A queste domande Fabrica Floridi tenta di dare una risposta con un nutrito gruppo di prestigiosi ospiti intervistati dal filosofo Luciano Floridi : Luca Colombo, Country Director Meta (Facebook) Italia; Fabio Moioli, Western Europe Industry Solutions Partners Lead Microsoft; Luca Monti, Innovative Concept Development & Scaling Wind Tre; Nicola Scamardi, Marketing and Communication Director Sease; Billy Berlusconi, Founder e Ceo IGoodi; Giuseppe Vaciago, Partner 42 Law Firm; Annalisa Lillini, Primo Dirigente Polizia Postale e delle Comunicazioni, Monica Forte, Presidente Commissione Antimafia Regione Lombardia. Il programma è realizzato in collaborazione con Generali Italia.

Fabio Moioli di Microsoft ha descritto le differenze fra i ‘semplici’ mondi virtuali e il metaverso ma anche quanto potrebbe essere rilevante in futuro la nostra vita on line rispetto a quella fisica oltre ad argomentare sui protagonisti e ‘padroni’ di questo nuovo mondo. Luca Monti di WindTre, oltre a tracciare brevemente una scheda sul 5G, ha parlato degli importanti cambiamenti che introdurrà e del ruolo che queste nuove tecnologie potranno avere nella diffusione del metaverso. Quindi ha fatto anche un riferimento al ruolo che l’Italia potrà avere anche dal punto di vista delle strutture formative, delle risorse, delle infrastrutture. 

A proposito di formazione, in un breve contributo video Giorgia Perone ha raccontato della sua esperienza di Metafashion, testimonianza utile a introdurre l’intervento di Nicola Scamardi di Sease. E’ stata proprio la multinazionale italiana della moda a lanciare la prima collezione sportiva puntando sugli NFT. Acronimo di non-fungible token, si tratta di asset digitali più popolari del momento insieme alle criptovalute. Diversi NFT sono stati venduti online a cifre incredibili e sono in continuo aumento coloro che desiderano entrare in possesso di questi particolari token. La moda – ha sottolineato Scamardi – anche attraverso esperienze innovative sui materiali (fibre di carbonio) e alta tecnologia si propone infatti come avanguardia nei nuovi mondi del metaverso.

Billy Berlusconi ha poi parlato del mondo Avatar e della relazione fra gli umani e la loro rappresentazione nel metaverso facendo leva sulla sua esprienza di Avatar Factory che sta aprendo un vero e proprio nuovo mercato. Giuseppe Vaciago di 42 Law Firm ha risposto alla domanda “Cosa succederà nei nuovi mondi virtuali. Come difenderemo le nostre identità?” aprendo il dibattito al tema del ‘lato oscuro della forza’: il dark web e la probabilità che possa contaminare il Metaverso. Argomenti affrontati dalla dirigente della polizia postale Annalisa Lillini che ha descritto la pericolosità del dark web e le difficoltà nell’azione di contrasto e da Monica Forte, Presidente della Commissione Antimafia Lombardia che ha approfondito il tema della necessità di una profonda e incisiva azione di contrasto 

La puntata di Fabrica Floridi è visibile in streaming dal 18 luglio sul sito di Formiche.net, Forbes.it e su www.nuvolaverde.eu, piattaforma della comunicazione responsabile di Nuvolaverde realizzata in collaborazione con BFC Media e con il magazine tv&web Siamo Jedi visibile su BFC Forbes (Sky 511, TvSat61 e DT 260) e in streaming su bfcvideo.com e stream24.ilsole24ore.com. 

Il web show è condotto dal filosofo di Oxford University e di Alma Mater Studiorum Università di Bologna Luciano Floridi e propone incontri con i personaggi al vertice delle realtà istituzionali e di impresa che hanno grande influenza sui temi fondamentali del cambiamento tecnologico. Fuori campo, a scandire tempi e modi della narrazione presidente di Nuvolaverde, Enzo Argante

La regia è di Giuseppe Scutellà (Teatro PuntozeroBeccaria). In redazione gli Jedi di Parma (Karin Piffer, Ginevra Montano, Tommaso Pranteda, Martina Baldin, Veronica Accornero), di Punto Zero Beccaria (Geson Udorovic, Alex Simbana, Enea Pablo Zen, Alessandra Turco), di Fondazione Margherita Hack (Noemi Narcisi, Elisa Lauricella, Diana Bracalente) e i giornalisti sociali della redazione de Il Bullone (Elisa Tomassoli, Sofia Segre Reinach, Michele Tedone, Oriana Gullone, Margherita Luciani, Silvia Bellinato).

La  produzione di Fabrica Floridi è coordinata da Lisa Mazoni del Teatro Puntozero Beccaria con  i ragazzi dell’area penale interna ed esterna IPM e USSM Cesare Beccaria di Milano:  Vanessa Costa, Federico F. Davide R.  Mattia Romeo, Alex Simbana, Alessandra Turco, Enea Pablo Zen.

Siamo Jedi – Mondo 5G

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Siamo Jedi – Giovani campioni

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Siamo Jedi – Istruzione e merito

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Siamo Jedi – Transition Design

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Fabrica Floridi, Ep.10 – Digital Transition Design

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Il mondo è cambiato. Il digitale, i dati e l’intelligenza artificiale abilitano stili di vita e di consumo inesplorati. Un sistema economico in costante evoluzione: dalla robotica, alla guida autonoma, alla realtà aumentata dobbiamo preparaci a scenari avveniristici. Aspettando il Metaverso. E’ questo il tema della nuova puntata di Fabrica Floridi,  il web show condotto dal filoso da Oxford Luciano Floridi, diretto da Enzo Argante per la regia di Giuseppe Scutellà in collaborazione con Generali Italia. Ospiti della puntata: Gianmatteo Manghi, Ad Cisco Italia, Gianluca Landolina, Managin Director Cellnex Italia, Marilu’ Capparelli, Direttore Affari Legali Google, Joelle Gallesi, Managing Director Hunters Group.

In realtà non c’è una transizione digitale, ma tante transizioni digitali – ha esordito il filoso Luciano Floridiquella della cablatura del mondo; quella dei social media; quella di una computazione sempre più potente di dati sempre più vasti e sempre più utili; oppure quella della pubblica amministrazione e della gestione della cosa pubblica. Ecco immaginate che la transizione digitale come una flotta di velieri che sta arrivando su un nuovo continente: alcuni di questi velieri finiranno bene, altri finiranno nelle secche e non arriveranno da nessuna parte e altri ancora potrebbero schiantarsi. E’ importante allora moltiplicare le voci e i punti di vista”. Aspetti che sono stati esplorati dai protagonisti della puntata.

Quello della sicurezza, per esempio. Secondo Gianmatteo Manghi, amministratore delegato di Cisco Italia “ci vogliono competenze di base molto diffuse nella sicurezza. E’ molto importante per consentire alla trasformazione digitale di proseguire velocemente… la pandemia ha messo in risalto le vulnerabilità presenti: ogni giorno blocchiamo sulla rete a livello mondiale 20 miliardi di attacchi la maggior parte generati probabilmente da robot software ma che effettivamente possono violare la privacy, sottrarre i dati personali, indurre le persone a navigare verso siti malevoli e bloccano. Ogni giorno un milione e mezzo di malware vengono bloccati garantendo la privacy delle persone … “.

Le visioni legate al 5G. Secondo Gianluca Landolina, amministratore delegato di Cellnex “permetterà anche alle cose di parlare tra di loro. Non più solo un dialogo tra umani e umani o umani con le cose;  ma saranno anche le cose che parleranno fra di loro e prenderà sempre più il sopravvento il cosiddetto Internet delle cose dove il controllo remoto potrà essere molto più efficiente e molto più efficace e in tempo reale. M ricordiamoci sempre in maniera positiva e costruttivamente e sanamente egoistica per la nostra comunità senza mai diventarne servi e schiavi“.

“L’intelligenza artificiale è diventata una protagonista asso9luta della nostra quotidianità – ha detto fra l’altro Marilù Capparelli,  direttore Affari Legali Google –  e proprio per questa ragione è assolutamente necessario far sì che questi trattamenti dei dati avvengono nel rispetto delle leggi. E’ quello che facciamo noi: rispettiamo il diritto alla privacy e dobbiamo tenerle tenere al sicuro le informazioni: per questo motivo per cui noi creiamo strumenti per la privacy che consentono agli utenti di avere un controllo e che sono efficaci e facili da usare

Joelle Gallesi ha quindi parlato del Mentoring Programm che Nuvolaverde sta organizzando con Cisco e Cellnex in collaborazione con Hunter Group di cui è managing director: “Servono transition designer che abbiano le competenze trasversali per entrare in questi ambiti. Il progetto di mentoring program a cui stiamo lavorando insieme ha un grande valore aggiunto perché entra su questo mercato e sicuramente permetterà carriere molto veloci…”.

La puntata di Fabrica Floridi sarà visibile in streaming dal 20 giugno sul sito di Forbes.it e su  www.nuvolaverde.eu, piattaforma della comunicazione responsabile di Nuvolaverde realizzata in collaborazione con BFC Media e con il magazine tv&web Siamo Jedi visibile su BFC Forbes (Sky 511, TvSat61 e DT 260) e in streaming su bfcvideo.com e stream24.ilsole24ore.com.

Il web show è condotto dal filosofo di Oxford e di Alma Mater Bologna Luciano Floridi e propone incontri con i personaggi al vertice delle realtà istituzionali e di impresa che hanno grande influenza sui temi fondamentali del cambiamento tecnologico.

Fuori campo, a scandire tempi e modi della narrazione presidente di Nuvolaverde, Enzo Argante. La regia è di Giuseppe Scutellà (Teatro PuntozeroBeccaria). In redazione gli Jedi di Parma (Karin Piffer, Ginevra Montano, Tommaso Pranteda, Martina Baldin, Claudia Mele), di Punto Zero Beccaria (Geson Udorovic, Alex Simbana, Vanessa Costa, Alessandra Turco), di Fondazione Margherita Hack (Noemi Narcisi, Elisa Lauricella, Diana Bracalente) e i giornalisti sociali della redazione de Il Bullone (Sofia Segre Reinach, Michele Tedone, Oriana Gullone, Margherita Luciani, Silvia Bellinato).

La  produzione di Fabrica Floridi è coordinata da Lisa Mazoni del Teatro Puntozero Beccaria con  i ragazzi dell’area penale interna ed esterna IPM e USSM Cesare Beccaria di Milano:  Vanessa Costa, Federico F. Davide R.  Mattia Romeo, Alex Simbana, Alessandra Turco,  Geson Udorovic, Enea Pablo Zen Scutellà.

Siamo Jedi – Artisti si diventa

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Candidati Premio Aretè 2022 – Vodafone, iniziativa nella Giornata internazionale Girls in ICT

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Candidati Premio Aretè 2022 – Monumento Invisibile

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Candidati Premio Aretè 2022 – Il futuro dei bambini è ora

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